Questo post è un banale aneddoto ma che mi ha innescato alcune considerazioni.
Spesso mi capita di essere additato, poichè informatico, come uno strano essere che si esprime in uno strano idioma che utilizza aggeggi strani all’unico scopo di complicarsi la vita.
Non ci credo che non vi sia mai capitato di diventare l’argomento di conversazione per l’uso del palmare piuttosto che di uno smart phone.
Ma torniamo ai fatti, domenica mi trovo con un problema informatico di una certa rilevanza, dovevo segare tanta legna e dovevo procurarmi un attrezzo all’uopo.
Mi reco in una fornitissima ferramenta e ingenuamente, esprimendomi nell’idioma del ferramenta, provo a spiegare il mio problema, ovvero devo segare tanta legna.
Lui estremamente zelante mi introduce alla segreta arte del fai da te e comincia a illustrarmi troncatrici, motoseghe e per finire una sega montata su un banco in grado di segare un tronco. Io più confuso di prima gli rispiego cosa dovrei segare, ma lui zelante ricomincia. Tiro i dadi e scelgo un aggeggio che mi sembra una buona combinazione tra le cose che devo fare ed il mio conto corre nte.
Esco di corsa prima di acquistare una motosega da 105 cavalli e corro a casa e li inizio a risolvere il mio complicatissimo problema informatico.
Morale non siamo solo noi informatici ad essere distanti dal resto del pianeta ma anche i ferramente e più in generale chiunque svolga una professione diversa dalla tua.
A presto.

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