Prima uscita del 2011 del 4×4 Fuoristrada Team della Sezione di Torino dell’ANA.
L’uscita, riservata ai soci effettivi del team, si svolgerà il 24 luglio 2011 ed avrà per destinazione Rocca Meja.
Ben organizzata dal Responsabile del Team Carlo Schito che ha pensato veramente a tutto, ma la cosa che mi piace (mio malgrado, in fondo è un artigliere) è che le uscite sono sempre inquadrate storicamente e da appassionato la cosa non guasta.
Per chi volesse iscriversi sulla pagina facebook del team trovate le istruzioni.
Per il sottoscritto spero di riuscire ad esserci, di seguito i dettagli e i cenni storici
Programma escursione 4×4 “Rocca la Meja”
- Ritrovo: Ore 7:30 presso Sezione di Torino.
- Sosta alla prima area di servizio Rio dei Cocchi Ovest (ESSO) su Autostrada A6 per colazione ed eventuale rifornimento carburante.
Uscita Autostrada CUNEO e si prosegue in direzione DEMONTE (CN), raggiunto il paese (quota 700mt.slm) brevissima sosta per definire ultimi particolari e rifornirsi di acqua.
Si prosegue per il VALLONE DELL’ARMA fino al raggiungimento dell’altopiano (2100mt.slm) Strada mista asfalto iniziale e successivamente sterrato.
- Sull’altipiano ci dirigiamo alla Madonnina del Bernoir (Protettrice dei soldati della Gardetta), si prosegue fino al colle della Gardetta con sosta al monumento degli Alpini della 18° Cp. Btg. Dronero Caduti nel 1937 travolti dalla valanga.
- Onori ai Caduti e lettura della Preghiera dell’Alpino.
- Breve sosta per eventuali foto e relax.
- Si riprende la marcia direzione Col del Preit, per raggiungere l’agriturismo La Meja (mt. 2086 slm.) L’agriturismo si trova al centro delle praterie della Gardetta, regno delle marmotte, appena valicato il Colle del Preit e ai piedi dell’imponente vetta di Rocca La Meja.
Costo del pranzo 20€ a persona
- Rientro a Baita previsto per le ore 20:00
CAPPELLO ALPINO OBBLIGATORIO (per gli Alpini)
Per altre info contattare Carlo al 3336044309
NOTE:
Canali Radio:
-CB canale: 33 fm
-PMR canale: 3-33
-LPD canale: 3-33
-Km andata e ritorno 400 circa.
-Difficoltà: Media
Strada di montagna stretta con il primo tratto asfalto e successivamente via militare a 2000 mt.slm
Data la lunghezza del percorso, si consiglia di partire con il serbatoio Pieno al fine di evitare fermate non previste e/o sgradevoli imprevisti.
!! Si raccomanda una guida prudente al fine di ridurre il più possibile l’impatto ambientale con la fauna e/o persone a piedi, e assolutamente VIETATO circolare con i mezzi al di fuori delle strade militari !!
Attrezzatura indispensabile:
Abbigliamento adeguato, Occhiali da sole, Borraccia, K-way, Scarponcini e/o scarpa trekking.
Attrezzatura utile (non indispensabile):
Binocolo, Macchina foto, Bussola.
Notizie e Cenni Storici
Sull’altipiano sono presenti numerose opere militari che testimoniano il presidio dei colli e dell’altopiano, protrattosi per diversi secoli in difesa delle invasioni dal vicino confine francese. La Gardetta, da cui il nome: “presidio di guardia in luogo panoramico”, era un collegamento strategico per aggirare l’insuperabile sbarramento roccioso delle Barricate, in Valle Stura, con l’antico forte di Demonte e poi il gioiello militare di Vinadio. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’altopiano era un crocevia importante della rete difensiva del Vallo Alpino, mettendo in comunicazione fra loro ben tre valli cuneesi in prossimità del confine: valli Stura, Grana e Maira.Da sempre l’Altopiano della Gardetta ha rivestito un’importanza strategica fondamentale per la difesa del confine dalle incursioni di eserciti stranieri, che avevano l’intento di aggirare le postazioni piemontesi del Colle della Maddalena in Valle Stura. Da qui infatti è rapido l’accesso nel Vallone dell’Arma, che scende su Demonte, dove fino al XVIII secolo sorgeva il forte principale delle armate piemontesi, successivamente trasferito a Vinadio dopo essere stato distrutto per ben due volte nel volgere di poche decine di anni. Epica rimane l’impresa bellica nel 1744 delle truppe franco-ispaniche, che raggiunsero il Passo della Gardetta dai laghi Roburent e Prato Ciorliero, cogliendo di sorpresa le scarse truppe presenti sugli altopiani, per poi proseguire indisturbati fino al lungo e inefficace assedio di Cuneo. Giunto l’inverno l’esercito straniero dovette rientrare in Francia, separandosi in direzioni diverse in prossimità delle montagne: il Vallone dei Morti (collegamento con la Valle Grana ) e un piccolo muretto sotto il Colle del Preit, ricordano ancora oggi l’imboscata riservata dalle truppe piemontesi che inflissero gravi perdite al nemico nei due valichi, ideali per tendere agguati. Passeggiando in quota è facile riconoscere le varie tipologie di opere militari susseguitesi nel tempo. Le più antiche sono le trune, costituite da semplici scavi nel terreno con volta ad arco e muratura in pietre a secco. Alla fine del 1800 vennero costruiti i baraccamenti della Gardetta, del lago della Meja e della Bandia, in cui si introduce la malta nella costruzione delle casermette. Dal 1931 al 1942 l’area venne inserita nella realizzazione del Vallo Alpino, la grande opera difensiva a ridosso del confine francese in previsione della Seconda Guerra Mondiale; è di questo periodo l’utilizzo predominante del calcestruzzo per l’edificazione di bunker su tutti i passi dell’altopiano, e di casematte per l’acquartieramento delle truppe. Le stesse vie di comunicazione in quota, ad eccezione della strada che dal Colle del Preit risale al bivio nei pressi del Rifugio della Gardetta, sono di origine militare. Nel dopoguerra la zona fu ancora a lungo utilizzata per grandi manovre e simulazioni di guerra da parte degli Alpini, anche con l’intervento di bombardamenti aerei. Negli anni Ottanta gli Alpini abbandonarono le esercitazioni militari, consegnando il territorio alla sua naturale vocazione legata alla pastorizia e al turismo di tipo escursionistico.
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