{"id":1156,"date":"2007-05-31T21:49:16","date_gmt":"2007-05-31T20:49:16","guid":{"rendered":"http:\/\/lombisani.it\/?p=89"},"modified":"2007-05-31T21:49:16","modified_gmt":"2007-05-31T20:49:16","slug":"viaggio-in-albania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lombisani.it\/blog\/2007\/05\/31\/viaggio-in-albania\/","title":{"rendered":"Viaggio in Albania"},"content":{"rendered":"<p>Riprendo e pubblico il manufatto letterario di Marino Col\u00f2, amico alpino della sezione di Torino (nonch\u00e8 valente membro dell&#8217;unit\u00e0 di Protezione Civle).<br \/>\nL&#8217;ho letto per sbaglio e mi ha colpito e cos\u00ec gli ho chiesto il permesso di pubblicarlo.<br \/>\nIl viaggiatore solitario mi ha promesso anche alcune foto, appena le ricever\u00f2 le pubblicher\u00f2 con piacere.<\/p>\n<p><strong>Albania<\/strong><\/p>\n<p>Cosa ci vai a fare in quel paese ?<br \/>\nVai solo a cercarti delle grane, se ti succedesse qualche cosa arrangiati, noi non ti verremmo ad aiutare. Queste sono le piu\u2019 belle frasi che parenti ed  amici mi hanno detto al momento in cui ho comunicato loro la decisione di fare questo viaggio.<br \/>\nDurante l\u2019inverno scorso ho letto alcuni libri sui nostri alpini nella guerra greco albanese, e subito sono rimasto attratto dalla descrizione delle vallate e dei paesi, delle loro sofferenze fisiche patite per la conformazione del territorio in cui operavano, rese ancor pi\u00f9 difficili dalla stagione in cui avvenivano i combattimenti<br \/>\n Aprile 2007, eccomi, in Albania!  Sbarco sulla baia  che al tempo del ventennio si chiamava \u201cporto Edda \u201c, descritta all\u2019epoca come ridente porto di pescatori, ma ora  con il litorale quasi completamente cementificato. Le case hanno i piani superiori da terminare, i ferri  delle colonne portanti  fuoriescono dal piano tetto offrendo un macabro spettacolo. Ci sono parecchi Hotel di alta categoria, spiaggette con ombrelloni tipo Cannes, un discreto lungomare che al tramonto diventa un punto di incontro e di struscio per i locali.<br \/>\nOra questa cittadina si chiama Saranda e dista dall\u2019isola di Corfu\u2019 una quarantina di minuti di aliscafo.  Cosi\u2019 ha inizio il mio viaggio, da sud verso nord.<br \/>\nA Saranda visito un importante sito archeologico: Butrinti, ed un parco con una sorgente  detta \u201cocchio blu\u201d per il colore dell\u2019acqua che sgorga da essa. La cosa che mi colpisce (e che confermer\u00f2 per tutta la mia permanenza in quella terra) \u00e8 la cordialita\u2019 e l\u2019ospitalit\u00e0 che tutti ti offrono, specialmente nei riguardi di noi Italiani. E\u2019 una cosa che stride molto se raffrontata ai fatti che avvengono  mentre scrivo queste mie impressioni. Moltissimi albanesi capiscono l\u2019italiano e lo balbettano, ma molti  giovani lo parlano correttamente e lo studiano nelle loro scuole.<br \/>\nIl mio itinerario prosegue verso Girocastro, Korca e Voskopoie, un ridente villaggio situato in una verde vallata  nel quale ho avuto un piacevole incontro. In questo villaggio mi sono fermato due notti e durante la mia permanenza mi sono venuti a cercare due anziani signori. Questi due anziani si sono presentati e mi hanno chiesto  da che citt\u00e0 italiana provenivo, poi, in un italiano molto approssimativo, ma con l\u2019aiuto di un figlio che fungeva da traduttore, mi hanno detto che volevano bene agli italiani.  Dal loro racconto vengo a sapere che in quel villaggio durante la guerra c\u2019era una caserma di militari italiani, che loro vi andavano  a mangiare \u201cpasta con tomato e galete\u201d e che i militari che gliela offrivano avevano la \u201cpluma sul capello\u201d. Non vi nascondo la mia gioia nel apprendere queste parole da dei testimoni cosi\u2019speciali.  Mi hanno raccontato anche altri fatti di quel periodo e mi hanno poi anche accompagnato sul luogo dove c\u2019era la caserma, oramai completamente distrutta. Vi si poteva ancora intravvedere il muro di cinta e  alcuni locali adibiti a camerate ed uffici.<br \/>\nHo percorso poi la vallata in cui scorre la Voiussa, ho visto stupende montagne ancora imbiancate di neve sui cui crinali corre il confine con la Grecia, gi\u00e0 teatro di aspre battaglie che ci costarono numerosi morti. Ora questi monti potrebbero essere meta di itinerari di trekking interessanti, fuori dai consueti percorsi, ma ricchi di storia.<br \/>\nHo poi proseguitoper Berati, Kruja, Tirana e, per concludere, mi sono imbarcato a Durazzo con destinazione Bari.<br \/>\nNel mio viaggio ho incontrato molte persone e viaggiando con i loro mezzi di trasporto, mangiando nelle trattorie locali, frequentando i pubblici esercizi, le  moschee, le chiese ortodosse, ho sempre trovato sempre molta disponibilit\u00e0 e cortesia, tanto che alle volte mi trovavo in imbarazzo per le attenzioni che ricevevo.<br \/>\nPer il capitolo sicurezza personale, posso dire che \u00e8 pi\u00f9 pericoloso passare in alcune zone di citt\u00e0 italiane che nei quartieri di Tirana o di altre citt\u00e0. Bisogna solo attenersi a modi comportamentali che ogni viaggiatore deve conoscere per poter rispettare le loro tradizioni e la loro cultura, e senza esporre la nostra opulenza interiore ed esteriore.<br \/>\nGrazie Albania per questa esperienza, \u00e8 stato un tuffo nel nostro passato, mi sono ritrovato in una situazione vissuta da noi molti anni addietro.<br \/>\nComprendo poi sempre di pi\u00f9 che uomini onesti e leali si trovano a tutte le latitudini ed in tutti i luoghi del mondo indipendentemente dalle loro condizioni di vita.<br \/>\nSpero che questo Paese, nostro vicino, possa a breve termine congiungersi al resto d\u2019Europa per poter anch\u2019esso sperare in un mondo pi\u00f9 giusto e leale.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t                                     \tIl viaggiatore solitario<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendo e pubblico il manufatto letterario di Marino Col\u00f2, amico alpino della sezione di Torino (nonch\u00e8 valente membro dell&#8217;unit\u00e0 di Protezione Civle). 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