Mancò la fortuna non il valore (a ridanghete)

Mancò la fortuna, non il valore

Il titolo di questo post è in reatà il contenuto di una lapide sita a 111 km da Alessandria d’Egitto posta ad indicare il punto di maggior avanzamento delle truppe italiane in Africa Orientale durante l’ultimo conflitto mondiale.
Purtroppo non mancò solo la fortuna ai soldati italiani ma anche organizzazione, catene di comando degne di questo nome, equipaggiamenti, armi, viveri, munizioni e quant’altro possa servire in un conflitto impegnativo come quello Africano.
Il valore invece non mancò, tanto che le truppe alleate (britanniche) resero agli italiani l’onore delle armi (caso rarissimo).
Ho letto un articolo sull’Alpino riguardante la campagna d’africa e i fatti di El Alamein e nel mio cervello ormai quasi atrofizzato dallo scorrere quotidiano mi è venuto in mente questo vecchio post che da tempo volevo scrivere.
Mi indigna il disagio con cui vengono ricordate le gesta della Folgore, del Tenente Colonnello del Genio Alpino Paolo Caccia Dominioni e degli altri reparti che hanno combattuto strenuamente in quei terribili giorni. Erano soldati. Hanno fatto quello che dovevano fare, combattere. E lo hanno fatto bene.
La guerra è orrenda, ma è altrettanto orrendo dimenticare la nostra storia e soprattuto dimenticare le gesta di tanti ragazzi (alcuni neanche diciottenni) che hanno combattuto “con onestà intellettuale” nell’inferno africano.
Io solo pochi anni fa ho scoperto la figura del Tenente Colonnello de Genio Paolo Caccia Dominioni (in Africa comandava il 31° Battaglione del Genio) , questo eclettico ufficiale del genio e valente architetto che a guerra terminata ha passato 11 anni della sua vita a girare per il deserto a ricercare, e soprattutto ricomporre, le spoglie di migliaia caduti (di ambo le parti) e dargli finalmente un posto in cui riposare nel sacrario militare di El Alamein, da lui stesso progettato.
Il sacrario militare di El Alamein mi da i brividi a vederlo in foto o filmato e spero tanto un giorno di poterlo visitare di persona e, in qualche modo, rendere omaggio al coraggio e al valore degli uomini che li riposano.
Mi piacerebbe che il velo che aleggia sulle gesta della Folgore e degli altri reparti si dissolvesse, mi piacerebbe sapere che a mia figlia insegneranno con onestà intellettuale (e 2) quello che realmente accadde in quei giorni e che non dovrà sentirlo da un padre tedioso ed appassionato di storia.
Comincio a diventare tedioso ed eccessivamente retorico, quindi è il momento di terminare questo post.

Mancò la fortuna, non il valore

FRA SABBIE NON PIU’ DESERTE
SONO QUI PER L’ETERNITA’ I RAGAZZI
DELLA FOLGORE: FIOR FIORE D’UN
ESERCITO D’UN POPOLO IN ARMI.
CADUTI PER UNA IDEA, SENZA RIMPIANTI,
AMMIRATI NEL RICORDO
DELLO STESSO NEMICO, ESSI ADDITANO
AGLI ITALIANI, NELLA BUONA E NELLA
AVVERSA FORTUNA, IL CAMMINO
DELL’ONORE E DELLA GLORIA.
VIANDANTE ARRESTATI E RIVERISCI.
DIO DEGLI ESERCITI, ACCOGLI GLI
SPIRITI DI QUESTI RAGAZZI
IN QUELL’ANGOLO DI CIELO
CHE RISERBI AI MARTIRI ED AGLI EROI

Ten.Col. Par. Alberto Bechi Luserna M.O.V.M.