Una Domenica A Ferrara

Domenica 3 giugno 2012, sono le 04:00 le note della “Sveglia” mi destano, il tempo di prepararsi e muovere verso la Direzione Protezione Civile Città di Torino dove mi ricongiungo al gruppo per prelevare i mezzi e partire alla volta di Ferrara.

Facciamo un passo indietro. Date le lungaggini di impiego (siamo una struttura di vertice e dobbiamo attenerci alle disposizioni) Carlo Schito (Vice Caposquadra della mia squadra di origine) fremendo per intervenire riesce a contattare, attraverso parenti della zona, un’ associazione locale di Protezione Civile specializzata nel comparto pediatrico.

A quel punto la macchina si auto innesca. Il Coordinamento Giovani Alpini si occupa di mettere a disposizione personale e risorse economiche per l’acquisto di materiale specifico richiesto dall’Associazione, si tratta di acqua, pannolini, omogeneizzati, latte in polvere e altri generi di prima necessità orientati ai bimbi.

L’Unità Sezionale viene coinvolta per il reperimento dei mezzi e per la copertura ufficiale dell’operazione, nel frattempo l’opera di Franco Zoia, capo gruppo di La Loggia, fa si che il Comune di La Loggia cali in prima persona mettendo a disposizione materiale, mezzo e volontari per il trasporto.

Aldo Mangione (anche io potrei portare quel cognome) mette a disposizione un magazzino nell’azienda di famiglia dove stoccare il materiale, Luca Marchiori (Il PR Sezionale) recupera due pedane d’acqua, per farla breve 3 sono i Daily che abbiamo riempito per un totale di quasi 50 Quintali di materiale.

Ma torniamo a domenica mattina, da Via delle Magnolie si parte alla volta di La Loggia, dove incontriamo il Gruppo Comunale del posto che si unisca a noi per il resto del viaggio.

Con i tre mezzi, tutti radio collegati con la nostra maglia associativa, muoviamo alla volta di Ferrara, presso la Base dell ‘Aeronautica Militare ci aspetta Tiziano Menabò, Coordinatore di Vola nel Cuore; fino ad ora i contatti sono stati solo telefonici o a mezzo mail. Ci incontriamo per la prima volta ma è come se ci conoscessimo da sempre.

Da Ferrara si parte alla volta del Magazzino Unificato della Protezione Civile della Provincia di Ferrara, a prima vista un ex opificio militare, entriamo nel magazzino e in 15 minuti, a mano cartier bracelet
e con i carrelli, scarichiamo i tre camion.

Fino a questo momento tutto bene, ma cominciamo ad amalgamarci con le persone del posto, con i volontari, con Tiziano, con il personale della Base dell’Aeronautica che ha ospitato l’incontro, galeotto il cugino di un nostro volontario.

Siamo Alpini, siamo coriacei, siamo testardi e così ci dirigiamo al campo di San Carlo, entriamo in punta di piedi scortati da Tiziano, io personalmente sono un po’ in imbarazzo, mi sento un po’ un turista delle catastrofi. Cerco di non incrociare sguardi di tenere un sorriso di circostanza ma soprattutto di passare inosservato, cosa strana per un cubo di 100 kg giallo e blu con una penna sulla capoccia.

Si avvicina a noi il facente funzioni capo campo, un AIB della Prociv dell’Aquila il quale come vede le penne comincia a parlarci con quella cadenza tipica aquilana, ha capito tutto, ha capito che non siamo turisti, questo per me è un passo importante.

Da qui la visita è in discesa, ci illustra le strutture del campo, parliamo di aspetti tecnici; il campo è ordinato e i suoi abitanti ci guardano con un misto di curiosità e affetto, molti di loro hanno fatto l’Alpino.

All’improvviso vedo una bimba, che per età e robustezza mi ricorda mia figlia alla sua età, sollazzarsi in una bacinella piena d’acqua; fa molto caldo e l’acqua le da sollievo. La rivedo alcuni minuti dopo infagottata nel suo accappatoio e mi regala un sorriso che mi ripaga di anni di impegno in protezione civile. Quel sorriso me lo porto a casa insieme al sorriso e alle voci di altri bimbi che giocano all’ombra del tendone refettorio animati da alcuni operatori di Vola Nel Cuore.

Per me si fa dura e, una volta rientrato a casa e raccontato la mia impreparazione e il mio imbarazzo, mia figlia mi dice “Papà è vero che stanno sotto una tenda ma in fondo se sono con il loro papà e la loro mamma sono felici”. Questo ragionamento mi ha aiutato replica cartier a superare il distacco.

Lasciato il campo, con la promessa di tornare, Tiziano ci porta da Monica, una volontaria “tosta” ha fatto l’Abruzzo con gli Alpini e nonappena ci vede ci regala un abbraccio, nessuno escluso.
E’ come se avesse fatto la naja con noi, ci ospita, ci disseta e insieme a suo marito ci racconta la sua esperienza di terremotata in casa.

Ci porta a spasso per San Carlo e non c’è casa che supera a cui non chiede se serve qualcosa (cibo, bucato o qualunque altra cosa) e anche qui l’imbarazzo sale ma di nuovo la gente capisce che non siamo turisti, quello che è successo ci interessa sul serio. Conosce le vicende di tutti gli abitanti che incontriamo e di ognuno ci racconta un aneddoto.

Rientrando incrociamo una casetta il cui giardino è talmente fitto di rose che non scorgiamo l’ingresso, si affacciano due signori, 87 primavere a testa, non lasciano, sono sereni, non nascondo la paura ma sono sereni. Ci raccontano un sacco di cose e lui scherzando dice “Beh altri 20 almeno hermes h bracelet
dobbiamo vivere”, ci lasciamo salutandoli e augurando loro tante buone cose.

Torniamo al campo insieme a Monica per le foto di rito, dopodiché riprendiamo la strada di casa decidendo di consumare la cena a Casteggio da Massimo Poggi, mio commilitone nonché oste dell’Osteria Del Vecio Alpin”.

Il viaggio passa, Carlo non sta zitto un momento e sentirlo rimbeccare è un piacere; finalmente giungiamo a Casteggio e li ci raggiunge la notizia di un’altra scossa da 5.8. Il mio pensiero va subito a Monica, alla bimba nella tinozza e ai due signori immersi nelle rose. Non ho il coraggio di chiederne notizie. Consumiamo il pasto in silenzio carichi di tristezza ed impotenza e riprendiamo la strada di casa.

Siamo arrivati a casa distrutti dalla stanchezza, affranti per la notizia di una nuova scossa ma con la consapevolezza di avere trovato nuovi amici di cui prendersi cura.

Lunedì ho cominciato la giornata arrancando ma il cervello è partito subito ad organizzare il viaggio per la domenica successiva.

Grazie a Dio Siamo Alpini !!

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