L’antenna miracolosa

Titolo bizzarro ma quanto mai azzeccato.

Trovandomi nella malaugurata condizione di dover mettere in piedi per un cliente un backup alla sua connettività basato su una chiavetta 3.5 G mi sono imbattuto probabilmente nell’unico posto dove la telefonia cellulare non si riesce a fare funzionare come si deve.

Tralascio i particolari, ma trovandomi nella disperazione più totale e ravanando su internet per possibili soluzioni mi sono imbattuto nello strano manufatto che vede ritratto alla sisnistra del testo. Si tratta di un paio di pezzi di metallo alle’interno dei quali infilare la chiavetta USB senza bisono di cablaggi ma semplicemente ancorandola con del velcro.

Un po’ scettico l’ho provata subito in montagna dove con TIM non riuscivo ad andare oltre la connettività EDGE, adesso con questa antenna vado tranquillamente in HSUPA e con una stabilità di segnale a dir poco sorprendente.

Devo ammettere che non ho compreso il principio funzionale di questo aggeggio, le mie conoscenze in campo radiantistico sono piuttosto limitata, ma che parimenti non mi interessa più di tanto. Esso funziona e bene.

Ho fatto delle prove con e senza antenna e i risultati sono stabili, senza EDGE, con HSUPA. L’aggeggio lo produce un’azienda lombarda la ??Elettromagnetic Services e costa 59,00 Euro IVA compresa. Per chi vive nei dintorni di Torino lo vende Negrini a Beinasco.

 

Il Caro Carburanti, una visione alternativa (almeno a Torino e dintorni)

I carburanti aumentano e comunque non possiamo fare praticamente nulla per impedire che ciò avvenga.

Giornalmente, da almeno 5 anni, ricevo mail-catene che ipotizzano strategie e manovre per piegare questo o quel produttore, difficili da adottare e da mettere in pratica per una serie di motivi. Non mi ergo ad esperto sociale di carburanti ma mi limito a portare l’esperienza mia e del range di persone con cui entro in contatto, nulla di più. I motivi sono i più variegati, c’è chi ha l’auto aziendale e non gliene frega niente perchè paga l’azienda, c’è chi fa scientificamente la raccolta punti/bollini e quindi anela un navigatore satellitare piuttosto che un televisore. Io la penso diversamente.

Posto che non mi interessano le raccolte punti e l’auto aziendale me la passo io poichè sono un piccolo imprenditore la soluzione che ho trovato è una sola, finchè dura, fare rifornimento da chi ha il prezzo più basso. Io vivo a Torino e nell’alea delle zone che frequento ci sono 4 distributori meritevoli, più precisamente:

  • Oli-Carb (Tangenziale Uscita Sito, verso Corso Allamano)
  • Repsol, in corso Lepanto
  • Acla, sul raccordo che va dal sito ad Orbassano
  • Centro Calor, il più distante, ci passo quando vado in montagna (a Bricherasio)

In questi posti il gasolio non l’ho pagato più di 1,38 al litro.

Ieri che ho visto il gasolio normale avere punte in Agip di 1,595 io, ovviamente passando nei dintorni e non andandoci di proposito, ho fatto carburante a 1,38 e da Oli-Carb era a 1,376.

Come ho detto ci passavo ma mi converrebbe anche se ci andassi di proposito, su un pieno risparmi alemeno 3-4 Euro e non sono pochi. Finchè dura io continuo così, sono ormai due anni che non metto più gasolio dai nomi blasonati (se non ne sono costretto) e se ci sono riuscito io che sono abbastanza poco metodico penso che in molti ci possano riuscire.

Campionato Nazionale Tiro a Segno ANA – Vittorio Veneto 2011

Vittorio Veneto 2011

Anche se la foto sarebbe sufficiente a riempire il post vediamo di fare il resoconto di un tranquillo week end di tiro a segno.

Come ogni anno anche nel 2011 si è svolto il consueto Campionato Nazionale ANA per le discipline di tiro a fuoco, l’abbiamo lasciato l’anno scorso a Biella e ritrovato quest’anno a Vittorio Veneto in provincia di Treviso.

La squadra della Sezione di Torino quest’anno constava di 9 elementi, più precisamente 6 tiratori di Pistola Standard e 4 tiratori di Carabina Libera a Terra (due tiratori hanno gareggiato in entrambe le discipline).

L’avventura inizia sabato mattina 17 settembre alle 07:30 nel cortile della caserma Lamarmora di Via Asti, parcheggiate le vetture si inizia la composizione degli equipaggi, essenzialmente i buoni sul Ducato nuovo e i meno buoni sul Ducato più spartano, ripromettendoci che per il viaggio di ritorno l’assegnazione dei posti sarebbe stata in ordine decrescente per punteggio a partire dal Ducato nuovo.

Dopo 5 ore di autostrada la mini colonna della Sezione di Torino fa il suo ingresso in una Vittorio Veneto deserta, erano le 13:30, e a momenti saltavamo il pranzo se non fosse stato per una trattoria che ha svuotato gli avanzi della settimana per sfamarci; non vi dico il vino. Secondo l’oste era vino nostrano del contadino, spero che coltivi meglio di come vinifichi. Come ho detto io a tavola ti lasciava sette o otto retrogusti diversi.

Dopo un pomeriggio trascorso tra il TSN e la mini manifestazione in piazza finalmente ci ritira in albergo e ci si prepara per la cena, questa volta ci rifacciamo del pranzo modesto, il buon Rizzetto nell’organizzarlo con il ristorante ha dato il meglio di se, non mi dilungo nell’eposizione del menù anche se meriterebbe una menzione a parte.

Dopo un sabato passato a mangiare e girovagare la domenica entriamo nel vivo della competizione; la giornata inizia con un nubifragio con contorno di grandine che a momenti ci impedisce di raggiungere il TSN per lo svolgimento della gara. Infatti appena giunti i giudici di gara sospendono per circa 30 minuti i tiri poichè le pallottole fanno fatica a schivare la grandine che viene giù copiosa.

Ma veniamo alla gara; quest’anno la squadra ha goduto di qualche novità importante, due nuovi tiratori e un tiratore di pregio di pistola che si cimenta nel tiro con la carabina.

La squadra di pistola standard è così composta (in ordine alfabetico):

  • Enrico Contessa
  • Massimo Lombisani
  • Franco Sarboraria (New Entry)
  • Francesco Turi
  • Antonio Turri
  • Giuseppe Vecchio

La squadra di Carabina Libera a Terra è così composta:

  • Luca Benghi (New Entry)
  • Enrico Contessa (Per la prima volta di carabina)
  • Andrea Martinatto
  • Daniele Rapello

In totale accompagnati dall’infaticabile Silvio Rizzetto (Referente Sport Sezione di Torino) in totale eravamo in 10 persone, un bel gruppetto soprattutto per trasformare un’evento di questo tipo in un momento di alpinità sopraffina.

Franco Sarboraria ha fatto il suo ingresso in squadra quest’anno e, pur senza un adeguato allenamento, si è collocato subito nella fascia di punteggio che io, Turi e Turri manteniamo da anni e dalla quale non riusciamo ad emergere (soprattutto perchè, almeno nel mio caso, non ci si allena a sufficienza), questo fatto ci ha aiutato a migliorare un po’ il nostro posizionamento nella classifica sezionale. Soprattutto ci ha permesso di sostituire, solo da un punto di vista algebrico, l’assenza di Pierangelo “Otturatore” Berta (senza di lui non so chi battere). Assenza che ha comunque pesato sull’andamento non tanto sportivo ma su quello goliardico del fine settimana.

Come si può evincere dalla foto abbiamo avuto l’onore e la possibilità di fare una foto con il nostro Presidente Nazionale, e la possibilità di reincontrare Il consigliere Nazionale Nino Geronazzo con il quale molti di noi hanno lavorato duro per circa un anno durante l’organizzazione dell’ultima Adunata Nazionale.

Per quanto riguarda la Pistola Standard tutti abbiamo confermato i nostri punteggi soliti, come sempre Enrico Contessa si conferma la nostra eccellenza, Franco Sarboraria ha esordito con un punteggio di 231 che lo colloca nella fascia con me, Turi, Turri e Vecchio.
Per quanto riguarda lo scrivente un inceppamento meccanico segnalato male al direttore di gara ha fatto si che incamerassi uno 0 facendomi terminare la gara con un 235, punteggio nella mia rosa.
Anche per Francesco Turi punteggio nella norma, per Beppe Vecchio invece qualche difficoltà meccanica che gli ha abbassato leggermente la media ma nel complesso anche lui è rimasto nella sua alea di punti.?

Il problema purtroppo si è presentato con Antonio Turri che grazie al mio 0 si è piazzato come secondo tiratore della sezione di Torino con ben 238 punti, circostanza che ci ha costretto ad un viaggio di ritorno estenuante, dall’uscita della classifica il buon Antonio non ha sprecato neanche un’occasione per far notare a me e Francesco che lui ci ha battuti inesorabilmente anche grazie al fatto che ha acquistato munizioni della Fiocchi che gli sono costate ben 10,5 Euro la scatola da 50 colpi. Non se ne poteva più.

Ma veniamo alla carabina, partiamo dall’esordiente assoluto, Luca Benghi; la scioltezza e la disinvoltura con cui si è presentato in linea di tiro ha spiazzato un po’ tutti. Di sicuro era il più elegante, tutti tiravano con le giacche da tiro, lui da buon cow boy si è presentato in linea con una polo griffata e dopo le consuete serie di prova si è lanciato nella gara franco poi rialzarsi provato al termine dei 45 minuti di gara. Punteggio finale di tutto rispetto considerando che ha imbracciato la carabina del buon Berta (questa volta con otturatore) per la prima volta senza alcuna esperienza e privo di tutto l’abbigliamento necessario. Ma la cosa più importante è che si è divertito e spero che continui anche lui la frequentazione.

Il buon Enrico Contessa, per la prima volta ad indossare i panni del tiratore di carabina, ci ha deliziato anche lui con un buon punteggio che sommato ai punteggioni dei due tiratori titolari di specialità della nostra Sezione ci ha consentito di crescere anche in questa disciplina.

Me veniamo ai due campioni nostrani, Andrea Martinatto ci ha regalato un bel 287 e il buon Daniele Rapello ha strafatto con un 294 che lo ha piazzato 4° assoluto dietro un pari punteggio (ha vinto per un numero di mouche superiori) e 2° individuale categoria Open regalando alla Sezione un podio.

Una nota particolare va alla Sezione Vittorio Veneto e al suo TSN per l’organizzazione, nonostante le avverse condizioni meteo sia il sabato che la domenica sono riusciti ad essere puntuali e a non perdere prezioso tempo.

Giungiamo alle conclusioni, la squadra di carabina è cresciuta e con adesso anche Enrico Contessa la porta ad un buon livello agonistico (3 agonisti su 4), le note dolenti sono, ad eccezione di Enrico Contessa, per la squadra di pistola, i risultati sono costanti, troppo costanti. Penso che con un po’ di allenamento possiamo crescere di almeno 20 punti a testa, non si tratta di un obiettivo irraggiungibile, è sufficiente allenarsi con un po’ di costanza senza strafare. E’ pur vero che 20 punti a testa in più non ci piazzeranno mai a podio ma è altrettanto vero che ci permetterebbe di crescere a livello di sezione. Purtroppo la responsabilità ricade su di me poichè sono, volente o nolente, un po’ il collante della squadra anche se agonisticamente insignificante, questo accade perchè siamo si tiratori ma prima ancora siamo Alpini.

Come sempre questa caratteristica caratterizza ogni evento che approcciamo, la gara comincia quando inizia il viaggio, si tratta del piacere di stare insieme e anche quando ciascuno termina la propria gara comincia a girovagare per seguire gli altri ancora impegnati nelle sessioni di Tiro. Per non parlare del nostro consueto campionato interno con la nostra classifica sezionale che gonfia i petti di ciascuno per il risultato conseguito. Certo agonisticamente possiamo fare di più (ad eccezione del trio Contessa, Martinatto, Rapello che sono agonisti di pregio e che ci regalano le loro prestazioni).

Quest’anno cerchiamo di metterci in riga, proviamo a mantenere allenamento al mese e come banco di prova avremo la prossima Gara dell’UNUCI Torino dove potremo verificare se effettivamente ci siamo incamminati sul sentiero corretto.

Un grazie va alla Sezione di Torino che sostiene la squadra, un’altro grazie va a Silvio Rizzetto che quest’anno si è ricordato di avere una squadra di Tiro e l’ha pure accompgnata. Grazie anche ad Idea Solidale che ci ha prestato un mezzo, ma il grazie più significativo va all’intera squadra ma soprattutto il grazie lo rivolgo per far si che oltre a disputare la gara riusciamo sempre a vivere un bel momento di aggregazione insieme. In fin dei conti siamo Alpini e questo ci basta.

Un grazie particolare va a Beppe Vecchio per la quantità di foto che ha scattato, di seguito il link all‘album.

Appena recupero le classifiche le pubblico.

Sensori di Parcheggio Elettromagnetici

Circa un anno fa ho acquistato un fuoristrada, un’altra barra nella mia wish list: un Jeep Cherokee 2.5 CRD del Novembre 2002.

Come ho detto ho tirato una barra in più nella mia wish list poichè era uno dei miei desideri nascosti. Appena preso tuttavia mi sono trovato con un veicolo abbastanza sconosciuto e sicuramente fuori standard per me che provenivo da Fiat e Skoda (finchè non mi sono iscritto sul Forum di www.kjitalia.com col cavolo che accendevo i retronebbia) sicchè era tutto un po’ in salita.

Soprattutto era strano il fatto che guidassi una vettura con una ciambella appesa al portellone posteriore, la ruota preziosissima ruota di scorta. Non avendo mai fondamentalmente creduto nel parcheggio al tocco mi sono messo alla ricerca di una soluzione che mi permettesse di evitare di salire con la ruota di scorta sui cofani dei malcapitati pacheggiati dietro il mio veicolo.

La prima soluzione era la retrocamera, e non è detto che prima o poi non la metto; la soluzione più disponibile sembravano i sensori di parcheggio tradizionali ad ultrasuoni, ma non facevano al caso mio poichè avrei dovuto montarli nel paraurti e non sono così bravo nel bricolage.

Ravanando sulla rete ho trovato dei sensori di parcheggio elettromagnetici, brevetto internazionale e scopro che lo producono a 2 km dalla mia abitazione. Mi sono presentato in azienda per comprarli e il titolare (un tecnico) mi ha spiegato tutto in maniera inpeccabile.

In pratica si tratta di un nastro adesivo metallico che funge da antenna, questo nastro fastonato ad un sua estremità si collega ad una centralina (molto piccola) e alla quale si collega ancora un buzzer per l’indicazione sonora.

Il nastro adesivo è un’antenna che, alimentata, crea un campo magnetico stabile che include tutti gli oggetti nel raggio di qualche metro (compreso per esempio un gancio traino) man mano che ci si muove verso qualcosa la centralina leggendo le variazioni del campo magnetico rileva gli oggetti.

Ovviamente funziona solo se ci muoviamo verso qualcosa o qualcosa si muove verso di noi, più in generale se qualcosa varia il campo magnetico originario. Ha qualche controindicazione, per esempio in caso di pioggia da qualche lettura di troppo ma non guasta. La cosa meravigliosa invece è che essendo il nastro appunto un nastro sono riuscito a metterlo all’interno dello sportello che chiude la ruota di scorta. In questo modo il sistema rileva gli ostacoli che incontra la ruota di scorta.

Il costo è contenuto (circa 90 Euro) e il risultato è veramente eccellente, il vantaggio è che il montaggio è semplicissimo. Io ho attaccato la centralina con il mastice in dotazione nel vano ruota di scorta e l’ho alimentato prendendo il positivo dalla lampadina della retromarcia, il buzzer invece l’ho piazzato nel lato interno del portellone. Se ci sono riuscito io che sono un cane in questi lavori penso che sia alla portata di tutti.

Rocca Meja 2011

Demonte 24 Luglio 2011


Seconda uscita per il 4×4 Fuoristrada Team della Sezione di Torino dell’Associazione Nazionale Alpini ma prima uscita per lo scrivente, e più avanti capirete il motivo della precisaizone.

Ritrovo e partenza alle 7.30 dalla Sede Sezionale, tutti puntuali ma soprattutto il tempo lascia sperare che la giornata sia soleggiata, anche particolare di non poco conto.

5 Equipaggi su altrettanti mezzi, che vado doviziosamente ad elencare per dovere di cronaca:

  • Carlo Schito e Signora, Jerry D’Anna e Signora su Isuzu Trooper by Schito Design
  • Pierangelo Berta, Christian Gigliotti e Giulia Benvenuto su Nissan Terrano
  • Moreno Ghignone e Antonio Gigliotti su Jeep Cherokee
  • Alberto Tosetto e Luigi Defendini su Panda Cross 4×4
  • Massimo “Ridotta” Lombisani (poi capirete) su Jeep Cherokee
Da snistra I mezzi di :Tosetto, Monghini, Schito, Berta, Lombisani

 

 

Si parte direzione Demonte (CN), base di partenza per il tracciato off road, naturalmente la prima sosta si fa al primo autogrill sulla tangenziale al fine di rifornire di gasolio (tanto gasolio) i nostri mezzi ma soprattutto per rifocillare in maniera adeguata gli equipaggi e conseguentemente prepararli allo svolgimento di una dura giornata di guida.

Avendo i mezzi radio collegati (doppia maglia CB+PMR) il viaggio si svolge come se ci trovassimo in una corriera, solo un po’ più ordinata perchè uno parla e tutti gli altri sono non possono fare altro che ascoltare.

Come detto la direzione è Demonte (CN), punto di partenza del tracciato off road, naturalmente appena giunti in loco si è resa necessaria la sosta Pane, gli alpini non partono mai senza avere appresso  il necessario per una “merendina”, ma ovviamente il pane serve fresco. Riforniti di pane si riparte e dopo un’ulteriore piccola sosta diciamo igenico compattativa abbiamo cominciato la salita, direzione Altipiano della Gardetta.

Il primo lungo tratto si svolge su una strada stretta ma asfaltata che dopo qualche tornante diventa sterrata e qui comincia la parte tecnica, si inserisce la trazione integrale e si comincia a salire. Si sale bene accompagnati dalla voce dell’infaticabile Carlo Schito che alterna consigli per i neofiti (essenzialmente il “Ridotta”) a cenni storici e paesaggistici da fare invidia alle guide turistiche titolate (beh effettivamente quelle sono più gradevoli da guardare). Sempre guidati via radio da Carlo si sale fino al primo altopiano, qui ci si ricompatta e apprendiamo le istruzioni per il proseguo del percorso.

Arrivati alla madonna del Bernoir visitiamo il luogo e ci appropinquiamo a fare una sosta alimentare che ci sostenga per il tracciato successivo, e qui gli alpini danno il meglio, in pochi minuti avevamo apparecchiato un muretto e sotto con le vettovaglie sotto la supervisione del maestro indiscusso Piero Berta che nel suo zaino aveva un intero supermercato, non si sa mai in montagna.


Da qui siamo ripartiti alla volta del nostro percorso, e qui il percorso si è fatto impegnativo, almeno per me che di fuoristrada ho fatto poco, ma devo dire che Carlo si è comportato veramente da leader, a parte un corso di autostima appositamente approntato per il sottoscritto via radio, è riuscito a portare anche i neofiti fino a fine percorso senza problemi di sorta.

In un punto particolarmente impegnativo avendo io dato forfait mi ha portato su il mezzo insegnandomi nel frattempo la tecnica, e gliene devo dare atto non è facile. Anche perchè io mi ero letteralmente defecato nei pantaloni per la salita da affrontare.

Da quel punto abbiamo iniziato un lungo percorso su strade militari con panorami mozzafiato che la clemenza del tempo ha reso ancora più belli e suggestivi, questo almeno per i miei passeggeri poichè io avevo gli occhi piantati sul terreno e ad ogni botta che sentivo al pianale mi scorrevano davanti gli schemi delle vettura per individuare il punto di impatto. Ma soprattutto ho tolto le ridotte solo a fine giornata rallentando notevolmente la colonna che mi seguiva, da qui soprannome che mi sono dato “Il Ridotta”, per come ero ieri ci sarei arrivato a Torino con le ridotte inserite.

Dopo almeno un’ora di strada siamo giunti al Rifugio della Meja dove abbiamo pranzato e successivamente ci siamo fermati per riposarci dal percorso, che non avremo fatto a piedi ma è stato ugualmente stancante.

Verso le 18, dopo aver reso onori ai caduti della valanga presso la lapide e cantato e cantato e parlato e parlato e cantato ci siamo incamminati sulla strada del ritorno accompagnati sempre dalle dissertazioni che giungevano dall’etere del nostro buon Antonio Gigliotti che ci ha intrattenuto praticamente fino a Rivoli dove poi ha dichiarato il silenzio radio.

Che dire, la giornata è stata magnifica sotto tutti i punti di vista, Carlo ha organizzato l’evento magnificamente, nessun problema. La compagnia è stata splendida, molti di noi avevano dietro le famiglie, mia figlia anche se era l’unica bambina si è divertita come una matta. Insomma abbiamo respirato un po’ di quello che chiamiamo spirito alpino a cui tutti noi teniamo particolarmente; certo l’appartenenza associativa ci da una matrice comune ma sono poi momenti come questi che ti fanno capire che c’è dell’altro, c’è condivisione di valori di idee e, sebbene provenienti da storie e ambienti diversi, quando siamo insieme siamo semplicemente e clamorosamente Alpini, in congedo.

Da questa giornata ho capito tante cose, ho capito che fidarsi di qualcuno alla fine ti da soddisfazione, ho capito che a volte un piccolo aiutino tu aiuta a fare qualcosa che non riesci a fare.

I ringraziamenti vanno alle nostre mogli, compagne, figlie per condividere con noi questi momenti, vanno a Carlo Schito per l’idea ma soprattutto per la passione squisitamente Alpina che ci mette, e a tutti i partecipanti, ognuno ci ha messo del suo a rendere la giornata meravigliosa.

Un grazie va a Moreno che capita la mia incertezza alla seconda rampa mi ha detto per radio “Vai e non pensarci” e così ho fatto.

A questo punto non resta che rivederci alla prossima escursione.

Account Gmail Bloccati

E’ da un po’ di giorni che amici e clienti mi sottopongono un problema relativo agli account Gmail, accade che scaricando la posta usando il protocollo IMAP con un client di posta (iPhone, Thunderbird ecc.) fallisce l’autenticazione e segnala che username o password sono errate.

Cercando in rete ho trovato la soluzione ma non con certezza la causa. In sostanza l’account risulta bloccato dal Captcha, quel sistema che ti fa vedere lettere strane da riconoscere. Sembra che se il client IMAP scarica troppo frequentemente Google blocchi l’account per eccesso di risorse.

Per risolvere è sufficiente andare a questo link e sbloccare l’account.

Nel caso vi foste imbattuti in questo problema vi consiglio di verificare che i vostri client di posta non sincronizzino con una frequenza troppo bassa e che non ci siano troppe cartelle da sincronizzare. Queste due casistiche potrebbero indurre un provider di servizi a porre in essere precauzioni di questo tipo.

E pensare che anni fa spostai la posta sulle Google Apps proprio perchè il mio fornitore di spazio web mi aveva bloccato l’account perchè con i miei 2 Gb di posta IMAP e con le mia decine di cartelle monopolizzavo la CPU del server che passava le sue giornate ad indicizzare il mio account.

La cornetta per l’iPhone

Durante una visita da un fornitore per ritirare della merce ordinata mi sono imbattuto in questo strano oggetto che in realtà è di una semplicità tecnologica disarmante.

Veniamo al problema, se ti trovi ad usare un cellulare come tuo unico telefono alla fine di una giornata lavorativa ti ritrovi cotto come una quaglia nel microonde.

Ci sono gli auricolari ma quello con filo ti fa da antenna e quello Bluetooth quando ti serve è scarico.

Questo aggeggio è un pezzo di plastica su cui poggiare l’iphone (o qualunque telefono che abbia un normale jack per cuffia in ingresso) a cui accoppiare una cornetta telefonica (assolutamente generica, ne ho provate 3 funzionano tutte) il cui cavo termina appunto con un jack da infilare nell’ingresso dell’iphone.

Il prezzo è un po’ alto ma per chi serve è un vero sollievo, costa circa 36,00 Euro iva compresa.

Figli di Nessuno

Figli di nessuno
tra le rocce noi marciam
ci disprezza ognuno
perché laceri noi siam
ma se ce n’è uno
che ci sappia comandare e dominar
figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar.

Siamo nati chissà dove chissà quando
allevati dalla pura carità
senza padre, senza madre, senza nome
sparsi in branchi come lupi ad aspettar.

Figli di nessuno,
tra le rocce noi viviam
ci disprezza ognuno,
perché laceri noi siam
ma se ce n’è uno
che ci sappia comandar e dominar
figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar.
Figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar.

WebhostingBuzz, WordPress e i limiti di upload

Dal momento che i siti che gestisco sono solo per diletto mi sono dotato di uno spazio disco capiente ma soprattutto economico.

Per poco più di 25,00 Euro all’anno ho circa 400 Gb di spazio e tutti i servizi in forma illimitata (account ftp, domini da parcheggiare, database MySql ecc.)

Ovviamente il servizio non ha Service Level Agreement applicabili ad un’ambito aziendale, ma per il mio blog ed una mancia di siti amici è più che sufficiente.

Qualche giorno fa mi sono trovato in difficoltà a causa del limite che l’installazione di WordPress procurata da WHB aveva nella dimensione massima di file in upload sul sito.

Avevo il problema sia per l’uploader delle immagini che per il gestore di download.

Per ovviare all’inconveniente occorre modificare due variabili che sono settate all’interno del file php.ini

upload_max_filesize
post_max_size

Ovunque in rete di dicono di toccare questi parametri, peccato che in caso di server condiviso il file php.ini non lo puoi raggiungere e quindi editare.

La faccio breve, la soluzione è creare una file php.ini con quei due parametri, più in generale con i parametri che si intende modificare rispetto all’ambiente di default, e posizionarlo all’interno della cartella in cui risiedono gli script php che leggono questi parametri.
Io continuavo a metterlo nella root del mio blog ma senza successo, il realtà dopo un po’ di tribolamenti ho capito che dovevo posizionarlo dove ci sono gli script deputati al caricamenti di file e al gestore del download e ciòe nella cartella wp-admin.

Di seguito il codice del file php.ini aggiuntivo

[PHP]
upload_max_filesize = 20M
post_max_size = 100M

Ovvamente i parametri li potete variare secondo esigenza.

Griffin Survivor per iPhone 4 – La custodia MIL SPEC

Alla continua ricerca di una protezione per il mio iPhone 4 oggi ho cercato sul web se esistesse qualcosa di militare per la protezione del prezioso telefono.

Non credevo ai miei occhi, una custodia che rispetta le MIL SPEC, come un caricatore per l’M16.

Ho trovato la custodia della Griffin che, stando alla descrizione, rispetta la US-Mil-STD-810F e la UK Def-Stan 00-35.

Disponibile in vari colori, anche se il più bello Olive (nella foto)

L’ho ordinato nell’unico colore disponibile, sembra, in Europa: Nero.

 

Le sue caratteristiche hanno permesso che passasse i duri test l’esercito USA e per quello Britannico, in particolare:

  • Anti Urto
  • Anti Vento
  • Anti Sabbia
  • Anti Vibrazione
  • Tutte le connessioni stagne

Ovviamente appena arriva ne riparliamo.