Oggi preso dalla fobia di riorganizzare il garage mi reco con l’animo del self made man presso l’IKEA con l’intento di acquistare qulcosa che mi aiutasse nell’organizzazione del garage.

Appena arrivato mi rendo che per essere lunedì il parcheggio è quasi pieno per non parlare poi del ristorante (adoro le polpettine).

So già cosa acquistare quindi appena mangiato mi reco sicuro al reparto contenitori in plastica dove compro una pila di contenitori con relativo coperchio e varie chincaglierie inutili.

Arrivo alla cassa e punto sulle casse fai da te, sono un informatico (o almeno così dicono i miei conoscenti) e sicuro di me leggo i codici a barre con la precisione di un cecchinno e in pochi minuti faccio, nessun impuntamento, nessuna domanda.

Chiudo lo scontrino pago ed esco (il tutto sotto la supervisione di numero 2 operatrici, segnatevi questo numero).

Appena uscito un gentile signore armato di penna e cartelletta porta appunti vestito da para militare mi ferma e mi chiede di controllare lo scontrino e il carrello, io sereno gli mostro il tutto, mi saluta e vado via. Mi fermo un secondo ad osservare e mi accorgo che fermano tutti quelli che escono dalle casse automatiche.

Questo allora è il segno tangibile di come l’illuminata organizzazione svedese si debba scontrare con l’italica capacità di aggirare tutto e tutti. A questo punto faccio una riflessione, le casse automatiche sono 8 sorvegliate da 2 operatrici ogni 4 casse. Quindi abbiamo 4 operatrici e 4 vigilanti che controllano, totale 8, equivalente a 8 cassiere. Se poi consideriamo che il tempo è lo stesso poichè per rapido che io possa essere sono circondato da persone un po’ più impacciate e se sommo il tempo che lo zelante vigilante mi controlla mi sa che il tempo sarebbe lo stesso in una cassa normale. Lo so bisogna ammettere che le casse self service sono per massimo 15 pezzi ma come ho detto l’italica matematica usa applicare un +5 come tolleranza (15 o 20 cosa cambia ?).

Per concludere IKEA fa bene a tutelare i propri interessi, ci mancherebbe, il tutto però dimostra come neanche l’IKEA sia l’isola in cui respirare un’aria diversa, l’aria di un paese diverso in cui anche il primo ministro si mette in coda senza farsi riconoscere.

Saluti

Massimo Lombisani Vecchi Articoli ,

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