So che con questo post mi attirerò le ire di molti blogger di gran lunga più referenziati di me, ma credo che sia giusto parlarne.
Qualche settimana fa il sia la camera che il senato hanno approvato alla chetichella un provvedimento che permette a coloro i quali in tempi sospettissimi invece di svolgere servizio militare hanno optato per l’obiezione di coscienza di rimangiarsi il tutto con un colpo di spugna.
Ma cerchiamo di essere un po’ più precisi.
Nei tempi passati avere optato per il servizio civile era quasi un onta da lavare negli anni a venire subendo discriminazioni sociali di vario genere, sia nel pubblico che nel privato.
Negli anni la cosa si è stabilizzata ed rimasto un solo vincolo, non poter svolgere lavori che prevedano l’uso di un arma.
Significa che un obiettore di coscienza non poteva fare il vigile urbano se non disarmato, non poteva fare il poliziotto o il carabiniere o più semplicemente non poteva richiedere un porto d’arma e conseguentemente possederne una.
Tranne l’onorevole Giovanardi nessuno ha tentato di dare clamore a questa notizia. Lui è stato l’unico a scrivere una lettera di profondo disaccordo e a diffonderla presso i media e le associaziazioni d’arma. Per il resto tutto è proseguito nel silenzio più totale.
Ma veniamo ai fatti, con il provvedimento passato al vaglio delle camere chiunque può, a cinque anni dalla propria dichiarazione di obizione di coscienza, dire che in fondo si è sbagliato e tutto sommato magari gli piacerebbe acquistare e detenere un arma.
Al vero obiettore di coscienza, e qualcuno l’ho conosciuto, questa legge non fa ne caldo e ne freddo poichè lui le armi le depreca e non aspira ad averne una, neanche per andare al poligono. Ne rifiuta il concetto.
Quindi chi beneficerà di questa legge sono esclusivamente coloro che in tempi sospetti hanno svolto servizio civile (chi onorevolmente presso strutture realmente bisognose e chi ahimè è finito a sviluppare siti web per varie cooperative) in barba a quelli come me che hanno svolto regolarmente e con orgolio il servizio militare (io in particolare nelle truppe alpine).
Ma come sempre finiamo a fare i conti della serva, infatti da questo provvedimento trarranno beneficio anche l’erario (ci saranno tante richieste di porti d’arma e quindi tante marche da bollo da 14,62 Euro), le sezioni del Tiro a Segno Nazionale (coloro i quali non hanno svolto il servizio militare devono frequentare un corso di maneggio delle armi presso le sezioni del Tiro a Segno Nazionale per qualche decina di Euro), ed infine le industrie armiere che venderanno tante armi in più.
I motivi di cui sopra penso siano sufficienti a giustificare il silenzio e la celerità con cui si è giunti alla votazione finale.
La foto che ho scelto è stata scattata durante la cerimonia per la partenza del 3° Reggimento Alpini Kabul.