Briancon 13-14 Settembre 2008
Battesimo di raduno, uscita propedeutica alla, spero, mia prima adunanata nazionale (Latina 2009).
Nonostante questo primato dell’intera gita (si fa per dire) sicuramente la parte più entusiasmante si è svolta sabato 13, ma andiamo con ordine.
Sabato 13 settembre, ore 7.00 partenza dalla Sezione di Torino dell’ ANA con il Defender sezionale, equipaggio composto Massimo Berutti, Fabrizio Olivetti, Beppe (non ne ricordo purtroppo il cognome) Giacomo Guerra ed il sottoscritto.
Nelle intenzioni del gruppo è salire sopra Punta Gimont (luogo di battaglie) e deporvi un mazzo di fiori in ricordo di quanti caddero durante il secondo conflitto mondiale.
Di buon mattino siamo arrivati al punto di abbandono dell’auto affidata alle sapienti cure di Giacomo Guerra (che mi sono ben guardato dal lasciarlo dormire comunicando la nostra posizione ogni respiro).
La faccio breve, Massimo e Beppe scarpinano un centinaio di metri avanti a noi e io e Fabrizio li seguiamo con reverente attenzione, fino al punto in cui ci siamo divisi; il primo gruppo ha iniziato a salire sul serio e noi abbiamo preso una seconda via con pendenze più oneste.
Collegamenti radio ogni 30 primi per segnalare la posizione.
All’arrivo del gruppo esplorante esperto cerimonia di deposizione dei fiori congiunta via radio.
Non c’era niente di preparato ma quando Massimo comunicandomi la posizione mi segnalava l’inizio della deposizione mi è scattata una molla in testa, ovvero diffondiamo nell’etere (ndr via radio) il “Piave”, usato per questo tipo di operazione. E così con l’aiuto del mio iPhone Alpino ho accompagnato la cerimonia (breve, spartana ma intensa) con la musica d’ordinanza ed il mio capo a visto bene di ricambiare il riempiendo l’etere con la preghiera dell’alpino (a noi piuttosto cara).
Ma il bello doveva ancora arrivare, scendendo ad una quota un po’ più bassa, ma pur sempre di rilievo, ci fermiamo in un ristorante e siamo accolti da tutta la famiglia neanche portassimo dei doni.
Parliamo del più e del meno, io riesco ancora una volta a gettare un po’ di veleno sui registratori di cassa Olivetti Explora (ma questa è un’altra storia) e a questo punto l’energica signora ci interroga circa la nostra escursione mattutina e a questo punto ci indica un piccolo cippo celebrativo a poca distanza da dove ci troviamo.
Non paghi ci avventuriamo in un boschetto dove, accompagnati dal figlio dell’energica signora che nel frattempo si era adoperata per procurarci un mazzetto di fiori, troviamo un cippo celebrativo intitolato alla memoria del Tenente di fanteria Alpina Giovanni Battista Vincon (si pronucia Vinson) caduto nel 1927 sotto una valanga durante un’uscita addestrativa con il suo plotone.
Dunque procediamo, questa volta non più per radio, alla deposizione e alla recita della preghiera dell’alpino da parte del nostro comandante (Cap. Massimo Berutti).
Terminate le nostre scorribande in quota riprendiamo il viaggio alla volta di Briancon dove appena arrivati ci allochiamo negli alloggi a noi riservati (che detta così sembra imponente il realtà era una sx caserma abbandonata da dio e da chiunque) e procediamo alla scoperta di Briancon.
La domenica prendiamo servizio, io alla registrazione dei gagliardetti insieme all’alpino Miglietta (mi sembra) Massimo di coordinamento, Giacomo al traffico e Fabrizio in prefettura come ufficiale di collegamento (in forza delle sue origini francesi).
E poi finalmente la sfilata, per fortuna in discesa.
Ultimi servizi per fare defluire i pullman in maniera ordinata e poi a pranzo sotto il tendone della regione.